Covid, Rezza: “Ho fatto la quarta dose, il ‘tagliando’ era scaduto. La campagna procede a fatica”

Il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute: “La seconda dose booster non protegge dall’infezione ma dalla malattia grave”

ROMA – “Ieri ho fatto la quarta dose di vaccino anti-Covid. Lo rendo noto perché spesso ci dicono che diamo questo consiglio agli altri, di non aspettare. Penso che possiamo cominciare a rivaccinarci adesso. Nel mio caso l’ultima vaccinazione contro il Covid l’avevo fatta ad ottobre, era ‘scaduto’ il tagliando”. Così il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza, intervenendo alla settima edizione degli ‘Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine’, l’evento organizzato da Italia Longeva, di concerto con il ministero della Salute, in programma oggi e domani nella Capitale.

“PER ADESSO C’È UN PO’ DI FATICA VACCINALE”

Spesso viene tirata fuori la storia di attendere il freddo autunno ma pensiamo ad ora ha aggiunto Rezza -, fa molto caldo, da un mese a questa parte, e di casi mi sembra che ne abbiamo avuti tanti”. Il dirigente del ministero della Salute fa il punto sulle somministrazioni della seconda dose booster: Abbiamo avuto una campagna vaccinale di successo, adesso c’è un po’ di ‘fatica vaccinale’. Mi sembra però che questo strumento che abbiamo in mano sia utile e si stia comportando bene nel prevenire la malattia”.

“QUARTA DOSE NON PROTEGGE DALL’INFEZIONE MA DALLA MALATTIA GRAVE”

Questo vaccino non perfettamente adattato non proteggerà dall’infezione, ma dalla malattia grave”, ha osservato Rezza. “Quello che ci interessa è tenere bassa la congestione nelle strutture ospedaliere e non mi sembra che ci siano problemi da questo punto di vista. Sono aumentate un po’ le ospedalizzazioni ma è normale ha spiegato il dirigente del ministero della Salute -, anche perché molte persone si trovano in ospedale per altre cause e magari dai test risultano positive al Covid. Più aumenta la prevalenza del SARS- CoV-2 nella popolazione più persone risultano positive”. Quanto alle terapie intensive, “per fortuna l’aumento è molto limitato e solo una parte dei ricoverati sono persone con Covid, con sintomi suggestivi dell’infezione”, ha concluso Rezza.

Fonte: Agenzia DIRE, www.dire.it

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