Covid, Roy de Vita: “Speranza mi ha bloccato su Twitter, strana la sua idea di democrazia”

Il medico chirurgo de Vita ha fatto notare al ministro Speranza che, sotto il post in cui ha invitato Giorgia Meloni ad un confronto sul Covid, tutti i commenti erano contro di lui. Da qui la censura social e poi la risposta, con tanto di pesanti critiche sulla gestione della pandemia, attraverso un video

Il dottor Roy de Vita è stato bloccato su Twitter dal ministro Roberto Speranza. A comunicarlo è proprio il Primario di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Roma ‘Regina Elena’, che tramite un video pubblicato sui social ha rivolto un messaggio al titolare del Ministero della Salute. “Sotto il post in cui ha invitato Giorgia Meloni ad un confronto sul Covid, erano presenti 300 commenti, tutti indistintamente contro di lui e io gliel’ho fatto notare – spiega de Vita . ‘O Twitter è della Meloni o è meglio che si ponga delle domande sulla percezione delle persone nei confronti del suo operato. Avendo visto la sua fuga dai collegi uninominali ero convinto lo avesse fatto, evidentemente mi sbagliavo’, è il tweet testuale che gli ho rivolto”.

Roy de Vita ritiene che il suo commento non offenda, ma sia inconfutabile perché mette in luce due dati di fatto: “i commenti erano tutti contro di lui, poi non si è presentato in nessun collegio uninominale e si tratta di un ministro uscente. Non si è presentato in casa sua, in Basilicata, ma lontano dove non è ben conosciuto. Le critiche se non sono offensive fanno gestite, altrimenti la democrazia va a farsi benedire. Lei è il ministro della Sanità, non il marchese del Grillo. Io non le avrei mai chiesto un confronto, sebbene da oltre 40 anni faccio il medico, ma avendomi bloccato mi consenta di dire delle cose che avrei fatto di persona e non entro nel merito scientifico perché lei non ha le competenze tecniche per poter rispondere”.

Il medico chirurgo ricorda quanto Conte e Speranza si vantarono di aver bloccato per i primi i voli dalla Cina nel febbraio 2020: “ma si rende conto che qualsiasi cinese avrebbe potuto fare scalo in un altro aeroporto del mondo e raggiungere l’Italia?”. Poi attacca ancora: “nei primi mesi della pandemia lei scomparse, fece parlare solo i vari Brusaferro e Miozzo, ma il ministro era lei, e non proferì parola. Lei è il padre putativo delle virostar che lei con i suoi silenzi ha lasciato libero. Ma veniamo a quello che ci interessa di più, ovvero i dati. L’Italia è il paese con il maggior numero di morti per Covid sul milione di abitanti, ritiene siano mal contati?”.

Il dott. Roy de Vita arriva al tema dei vaccini: “lei acquistò 321 milioni di dosi che divise per ogni abitante del nostro paese, compresi anche i neonati, significano oltre 5 a testa. Ne sono avanzate 141 milioni di dosi, per circa 5 miliardi di euro spesi e non utilizzati. Molte di queste, secondo Pfizer, riposte nei magazzini sono già scadute. Ma io mi chiedo, lei pensava che avremmo dovuto fare 5-6 vaccini a testa?”. “Lei è un uomo di sinistra – prosegue de Vitae la sinistra coltiva ideali di uguaglianza ineccepibili, ma su quali basi ideologiche ha approvato il green pass che è uno strumento discriminatorio, dividendo la popolazione in cittadini di Serie A e Serie B, con quelli di Serie B hanno dovuto rinunciare a diritti costituzionali come quello del lavoro. Lei non crede che la discriminazione, su qualsiasi base venga fatta, sia pericolosa oltre che ingiusta. Può essere giustificato dal fatto che nessuno sapeva come sarebbe andata, ma bastava parlare alla gente con umiltà, spiegando rischi e benefici, senza minacce, obblighi e coercizione, negando persino evidenze scientifiche. In questa pandemia è stato detto che gli anticorpi dei guariti valgano meno degli anticorpi dei vaccini, l’anti-scienza diventata dogma”.

Infine, Roy de Vita cita il libro del ministro Speranza, quello in fretta e furia ritirato per l’esplosione della seconda fase di contagi nell’autunno 2020: “c’è un passaggio che mi fa pensare, quello in cui elogia le Sardine. Ma davvero pensa che le Sardine sono un movimento interessante? Quale sia il valore aggiunto di quel gruppo? Quello che invece mi fa paura è il passaggio sul Covid, e lo cito testualmente ‘è un’occasione per radicare una nuova idea della sinistra’. Guardi io sono convinto del servizio sanitario nazionale, ma io credo che il Covid come tutte le altre malattie è solo da affrontare e combattere nel miglior modo possibile, nell’interesse di tutti e non nel nome di un’ideologia”. De Vita conclude: “sono sicuro che non è stato lei a bloccarmi personalmente, così come credo che molte decisioni sulla pandemia non sia stato lei a prenderle, ma ad un laureato in Scienze Politiche non si doveva richiedere una competenza specifica. Molte scelte sono state prese dai suoi consiglieri, ma le persone si giudicano anche dalla capacità di saper scegliere i propri collaboratori”.

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