In arrivo il nuovo vaccino prodotto da Novavax

Un nuovo vaccino, prodotto dalla Novavax, sta per arrivare sul mercato con nome Nuvaxovid. La domanda di autorizzazione all’immissione in commercio è stata ricevuta dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA).

Al momento è in corso la valutazione dell’EMA, che dovrà analizzare i dati forniti per provare se sono sufficientemente solidi e completi per dimostrare l’efficacia, la sicurezza e la qualità del vaccino. Solo così sarà provata la validità e di conseguenza l’autorizzazione all’immissione in commercio.

I tempi di approvazione potranno essere più veloci del previsto perché una parte sostanziale dei dati è già stata esaminata.

Cosa differenzia Novavax dagli altri vaccini?

Ricordiamo brevemente il meccanismo di azione dei vaccini attualmente disponibili in Italia: ovvero i vaccini Pfizer/Biontech e Moderna. Questi due vaccini sono a mRNA, ovvero il vaccino riesce a trasportare dentro le cellule una molecola di mRNA che codifica le istruzioni per creare una proteina simile alla spike (il virus Covid-19 ha sulla sua superficie questa proteina che viene usata per legarsi alle cellule). Il sistema immunitario prende quindi contatto con la proteina spike che viene vista come qualcosa di “estraneo” all’organismo e vengono prodotte nei linfonodi particolari classi di globuli bianchi pronte per riconoscere tale proteina.

Il vaccino Nuvaxovid invece agisce in modo diverso e più tradizionale, infatti usa tecnica che i ricercatori hanno studiato e applicato per circa trent’anni, garantendo risultati importanti come la produzione di vaccini per l’epatite B, meningite, herpes zoster e papilloma virus. Nello specifico Nuvaxovid è un vaccino a base proteica che contiene piccole particelle ottenute da una versione prodotta in laboratorio della proteina Spike del Coronavirus Sars-CoV-2. Contiene anche un “adiuvante”, una sostanza che contribuisce a rafforzare le risposte immunitarie al vaccino.

Come funziona il vaccino Novavax?

Questo vaccino, un volta somministrato, permette al sistema immunitario della persona vaccinata di identificare le particelle proteiche come estranee e quindi di rispondere attivando gli anticorpi e le cellule T, cioè le proprie difese immunitarie naturali. Se poi la persona vaccinata, dovesse entrare in contatto con il virus Covid-19, il proprio sistema immunitario potrà riconoscere la proteina spike presente sulla superficie del virus per poterla contrastare e quindi combattere.

Dosaggio ed efficacia

l protocollo prevede due dosi di uguale dosaggio a 21 giorni di distanza. Il vaccino Nuvaxovid si conserva normalmente nei frigoriferi fino a sei mesi, questo permette un trasporto ed una più facile gestione. Dai risultati della fase 3 dei trial clinici, diffusi nello scorso giugno e basati su 30mila volontari fra Stati Uniti e Messico, si è ottenuta un’efficacia del 90%, sostanzialmente paragonabile a quella dei vaccini a mRna.

PER CONDIVIDIRE QUESTO ARTICOLO CLICCA SULL'ICONA DEL TUO SOCIAL PREFERITO:

Inserisci un commento per partecipare alla discussione:

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.