Studenti ancora in piazza: prosegue la loro mobilitazione

Gli studenti, non ci stanno, vogliono una cambio di rotta nella scuola, e decidono di proseguire la loro mobilitazione.

Tornano in piazza in diverse città e promettono la lotta per un sistema che vogliono riformare: dall’esame di maturità al superamento dell’alternanza scuola lavoro, alla richiesta di risposte sugli scontri avvenuti con la polizia.

A Torino, compare anche uno striscione contro la ministra dell’Interno: “Nessun infiltrato, studenti uniti. Lamorgese dimissioni“, queste le parole scritte sul telo esposto da una trentina di studenti, in rappresentanza degli istituti occupati. Risposta sui disordini arriva oggi anche dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi: “Tutti abbiamo commesso un errore in questi ultimi anni in cui è cresciuta molta rabbia. Il luogo dell’ascolto deve essere la scuola. Sui disordini dico che non bisogna mai arrivare a quel punto”, ha detto Bianchi ribadendo il suo rispetto per la ministra Lamorgese.

 Gli studenti ribadiscono la loro linea anche contro l’alternanza scuolalavoro: “Non possiamo più accettare che non si ripensi il rapporto scuola – lavoro: l’Alternanza è il simbolo del ruolo passivo della scuola nei confronti del mercato”. Da Bologna a Torino, fino ad arrivare a Roma, i giovani hanno anche ribadito che dopo gli anni passati in pandemia, non è accettabile la linea ministeriale sull’esame di maturità: “Immaginate di fare una seconda prova che si basa su quattro materie sulle quali non hai avuto una preparazione sufficiente”, ha detto Giuseppe Grande, 18enne di un liceo in provincia di Bologna, partecipando all’assemblea in piazza Maggiore insieme ad altri studenti delle scuole bolognese. Nella Capitale gli studenti si sono invece riuniti in presidio davanti al Miur: bendati, imbavagliati, con le mani legate, a simboleggiare il disagio che hanno vissuto a scuola, seduti a terra, sotto lo striscione, ormai noto, “gli immaturi siete voi“, i giovani sono poi stati ricevuti dal ministro Bianchi. Dal colloquio gli studenti non hanno ottenuto il passo indietro sulla maturità. Proseguirà quindi la mobilitazione, e gli studenti già annunciano: “Dal 18 al 20 febbraio a Roma” si darà il via “agli Stati Generali della scuola pubblica“. 

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